COSTRUIAMO UN FUTURO SENZA SCARPE ROSSE

Nella giornata  mondiale contro la  violenza sulla donna  l’attenzione  al ruolo della scuola è unanime: educare al rispetto, formare i cittadini di domani perchè giornate come quelle del 25 novembre non siano più necessarie. Un lavoro  che viene svolto quotidianamente e costantemente nelle classi delle scuole italiane poichè – come sottolineato da molti rappresentanti di rilievo della nostra cultura nelle interviste messe in onda in questa giornata – l’educazione è l’unica vera strada. Le leggi, le denunce, i divieti di avvicinamento e le condanne non bastano a fermare i femminicidi. In Italia una donna viene uccisa mediamene ogni tre giorni, quasi sempre per mano del proprio uomo, marito o compagno o “ex”. Nonostante decenni di  cammino sulla strada della parità,  della valorizzazione del ruolo della donna nella società e del rispetto per la sua libertà personale, è ancora presente in molti uomini  la mentalità del “possesso” di corpo, cuore, mente: “tu sei mia”. Una mentalità da combattere fin da piccoli, perchè tante volte  già emerge nelle prime esperienze affettive di coppia degli adolescenti. E loro, le nostre ragazze e inostri ragazzi, che ne pensano? Non hanno dubbi: la violenza sulle donne non ha mai giustificazioni, va respinta “senza se e senza ma”. Si dimostrano molto attenti e sensibili, ragionano con mente aperta e riescono a cogliere immediatamente  gli squillibri e le ingiustizie ancora presenti nella quotidianità quando si parla del ruolo della donna e reagiscono con slancio ed energia alla richiesta di dare un segnale, di essere presenti con un piccolo contributo personale che aiuti a mantenere viva l’attenzione su questo tema. Cartelloni, biglietti, interventi in classe, disegni, flashmob prodotti dai nostri alunni ci parlano del  loro desiderio di un futuro migliore, in cui le scarpe rosse siano solo ai piedi e non costituiscano più un doloroso simbolo ed un necessario monito per tutti noi.
Ottavio Fabris

         

ALCUNI CONTRIBUTI VIDEO: 
seconda  B “se ti…”

PRIMA A: La lavagna contro la violenza

 

Messaggi contro la violenza: la cancellata della speranza

Azione scenica: “in piedi, davanti a una donna”

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